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Caltanissetta, è resa famosa in tutto il mondo dalla processione del tutto eccezionale delle "Vare", sedici imponenti gruppi statuari a grandezza naturale che rappresentano ciascuno dei momenti della Passione e Morte di nostro Signore, a partire dall'ultima cena con i dodici apostoli, fino ad arrivare al pianto della Madonna, che, sola, piange il suo figlio. "Importantissima, artistica ed unica del suo genere è diventata ormai la processione del Giovedì santo a Caltanissetta, dove accorrono ogni anno numerosi forestieri dalla provincia, ma non solo, anche dall'isola. Il numero dei gruppi, l'ordine e la lunghezza della processione e le diverse bande musicali, che all'uopo contribuiscono a renderla vieppiù religiosamente sontuosa ed artisticamente bella. Tutto il giorno del Giovedì e tutta la sera sino ad ora tarda è un viavai di un affollamento continuo di gente che si accalca per tutte le vie principali: e il forestiero che si sofferma a contemplare estatico i vari gruppi bea con gli occhi, osservando minutamente or la posizione ed or l'espressione di ciascuna figura, e; mentre l'orecchio ode le lugubri marce funebri, il suo cuore or palpita; or si commuove ed or s'intenerisce, man mano che si vede innanzi il Cenacolo dove l'infame Giuda pensa a tradire il suo divino maestro, or il Sommo pontefice Caiphas, che condanna il re dei giudei, ed or il monte Calvario, sul quale il nazareno ha già reso l'ultimo anelito all'eterno padre. Inizia coi piccoli principi si, ma con grandi sforzi e fatiche dopo aver superato tanti e poi tanti ostacoli dopo alquanti anni finalmente l'entusiasmo e la gara fra i diversi ceti ha fatto si che di anno in anno i vari gruppi di cui essi sono proprietari si siano abbelliti con arte e arricchiti di lumi. E il visitatore che ha veduto per la prima volta la processione, non rimane sazio, no, egli vuol osservarla una seconda volta ancora, e più che la vede più bella e imponente gli sembra. Ritorna al proprio paese, descrive alla famiglia, ai parenti e ad amici quanto ha veduto, e l'anno seguente la mattina del Giovedì Santo, non è egli solo che ritorna a Caltanissetta a vedere la processione, ma è uno stuolo e una carovana di amici e parenti che egli conduce seco, avendo colla sua descrizione minuziosa destata in loro la bramosia di vedere anch'essi l'importante e stupenda processione.
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